Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.

WONDERBOOK, di Jeff VanderMeer

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Wonderbook

La narrazione, in special modo la narrativa dell’immaginazione, è una delle attività più antiche del mondo, forse la più antica in assoluto. Nel nostro paese è spesso bistrattata, in special modo quella attraverso la parola scritta, ma all’estero è tenuta in gran conto, tanto che uno dei più importanti autori dei nostri tempi ha scritto un libro, una guida illustrata su come produrre e creare narrativa d’immaginazione.

Ed oggi ho l’onore, sul mio neonato blog, di ospitare Davide Mana che ci palerà del WONDERBOOK, un libro che ho la fortuna di possedere*, e che è semplicemente una figata fotonica.

Jeff VanderMeer è uno degli autori più importanti emersi nell’ultimo decennio nel panorama della letteratura d’immaginazione. Narratore, editor, critico e saggista, VanderMeer sembra incapace di sbagliare un colpo, e sta mietendo premi con una frequenza sorprendente.

WONDERBOOK: The Illustrated Guide to Creating Imaginative Fiction, pubblicato nel 2013 da Abrams Image, è il secondo lavoro di VanderMeer dedicato alla scrittura, dopo Booklife: Strategies and Survival Tips for the 21st Century Writer, uscito nel 2009 per i tipi della Tachyon Press. Booklife era il prodotto di una serie di post comparsi sul blog del’autore, raccolti ed ampliati in un manuale per scrittori che si focalizzava di più sugli aspetti personali della scrittura che non sull’atto dello scrivere – come gestire il proprio tempo, come conciliare vita familiare, lavoro e scrittura, come utilizzare i social network… Wonderbook si presenta invece come un corso integrato di scrittura – un corso, badate bene, non un manuale. Il manuale di scrittura è infatti un testo che presenta un singolo percorso, un set di regole standard alle quali, secondo l’autore del manuale, l’aspirante scrittore si deve attenere al fine di svolgere il proprio lavoro. Il corso di VanderMeer è invece un testo pluralista e organico, che si affida a contributi esterni, ad esempi disparati e soprattutto ad una stretta integrazione fra testo e immagini, per offrire al lettore un ventaglio di opzioni, una scelta di percorsi.

Wonderbook 1

Strettamente orientato al fantastico, Wonderbook copre tutti gli aspetti della scrittura, dall’ispirazione alla delineatura, alla definizione di una struttura narrativa, fino alla revisione, alla gestione dei beta-reader e dell’editing. Numerosi gli interventi di autori ospiti – da Kim Stanley Robinson a Lauren Beukes, da Desirina Boskonovich a George R.R. Martin, da Joe Abercrombie a Catherinne M. Valente – ciascuno dei quali analizza un aspetto specifico della scrittura.

E poi la grafica – surreale, coloratissima, stupefacente, che inonda il lettore di sensazioni, di informazioni e di suggerimenti, e che fa di Wonderbook uno dei libri visivamente più belli fra quelli pubblicati negli ultimi anni.

A complemento del volume, esiste poi un sito web – http://wonderbooknow.com/ – che offre contenuti extra e aggiornamenti. L’edizione elettronica del Wonderbook (ma attenzione, serve un reader con schermo a colori, o meglio ancora un tablet per poterne godere appieno), integra i link al sito di supporto, facendo del corso di scrittura di Jeff VanderMeer un manuale transmediatico.

L’argomento testi sulla scrittura è particolarmente delicato – frequenti sono i casi di talebanismo, e sette diverse si affrontamno a colpi di citazioni di questo o quel manuale. Di fatto, ogni manuale di scrittura contiene degli elementi utili, e dovrebbe essere comunque affrontato con un minimo di relativismo. Wonderbook, con il suo essere corso e non manuale, offre certamente una percentuale elevatissima di sostanza rispetto a ben poco riempitivo discutibile. È estremamente valido, e non solo i premi incassati testimoniano la qualità  del lavoro, ma anche e soprattutto il fatto che Wonderbook sia stato adottato come testo di base per corsi di scrittura creativa in molte scuole e università . Si tratta insomma di un testo decisamente consigliato – per chi volesse approfondire i temi legati alla scrittura, come per chi scrive. E anche, semplicemente, per chi volesse aggiungere sul proprio scaffale un libro straordinariamente bello e divertente.

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*Grazie ad un regalo ben riuscito. E ho scritto “Fortuna” perchè, nonostante sia una figata fotonica, non è ancora stato tradotto in italiano. Chissà se succederà mai.

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