Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.

La Teoria del Tutto e la messa in scena dell’Amore

4 commenti

La teoria del tuttoUno dei generi cinematografici che adoro,a volte addirittura a prescindere dall’argomento, è il Biopic, che nel gergo cinematografico sta ad indicare la biografia di un personaggio realmente esistito. Volendo allargare il termine, ci spostiamo anche verso la narrazione di una storia riguardante non solo personaggi, ma anche programmi tv, libri, eventi.

La narrazione della vita di un personaggio realmente esistito può, forse ancora più di una storia inventata di sana pianta, riuscire a trasmettere emozioni e sentimenti in maniera ancora più potente, in quanto siamo coscienti che, seppur romanzata, la storia è ambientata nella realtà.
Un racconto che è accaduto a quella persona, ma che sarebbe potuto accadere anche a noi.

La potenza dei film autobiografici, quindi, sta nella trasmissione dei sentimenti, forse ancora più che nelle vite fantastiche che di solito raccontano.
Un esempio perfetto è “La Teoria del Tutto”*, splendida autobiografia sulla vita di Stephen Hawking, dai primi giorni dell’Università fino alla nomina di Cavaliere dell’Ordine Britannico da parte della Regina d’Inghilterra.

La bellezza di questo film sta non tanto nella perfetta messa in scena della malattia di Hawking, o nella corretta costruzione della storia o, ancora, nell’abilità degli attori, quando nella perfetta messa in scena delle storie d’amore presenti nel film.

Prima di tutto l’amore di Hawking per la scienza e per il suo essere scienziato. L’amore per la sua missione di comprensione del funzionamento dell’universo, senza blocchi mentali, senza pregiudizi verso nulla, una mente analitica pura e semplice.
Particolarmente significativo lo scambio di battute dove spiega, già scienziato affermato, che il suo lavoro attuale era confutare la tesi con il quale si era dottorato!
Una mentalità, a dirla tutta, che sarebbe utile in ogni ambito, ma purtroppo latita come non mai.

L’altra storia d’amore, quella vera, è quella tra Hawking e sua moglie, Jane Hawking.
Ci viene mostrato l’amore tra i due ragazzi, così forte da parte di Hawking da voler abbandonare Jane per non imprigionarla nella sua malattia, ma così forte in Jane da fregarsene altamente di quello che vuole fare Stephen e sposarlo, vivere con lui e creare una famiglia.
Un amore unico, che, tuttavia, il tempo e il peggiorare della malattia di Stephen logorano, giorno dopo giorno.

E questo ci porta al finale, l’unione tra l’amore tra due persone e il ragionare in maniera lucida, senza pregiudizi o odio insensato.
Ci porta alla consegna del Cavalierato, a cui Stephen viene accompagnato dalla moglie, pur non amandola e vivendoci più e avendo la quasi certezza che sia stata lei la prima, tra i due, a smettere di amare l’altro.

Nonostante questo chiede alla moglie di accompagnarlo, perchè sa, a prescindere da quello che è successo, che si sono amati e che lei l’ha sostenuto durante gli anni più difficili e grandiosi della sua vita.
Un passato che non merita di essere dimenticato, né coperto da odio insensato.

In sostanza, guardatelo, che è una figata!

 

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* Pur non essendo il mio Biopic Preferito, quella palma va a “An Adventure in Space and Time” che narra la nascita di Doctor Who. Come avrei potuto non amarlo? Non avrei potuto.

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4 thoughts on “La Teoria del Tutto e la messa in scena dell’Amore

  1. L’ho visto giusto ieri sera.
    Finalmente ho riprovato la sensazione di uscire dal cinema con “qualcosa in più”.
    Non è un film che dimenticherò facilmente, sia per la tecnica magistrale con cui è stato realizzato (a livello sia di regia che di recitazione), che SPECIALMENTE per le contrastanti emozioni che mi ha lasciato.
    Tristezza, ma anche speranza. Ansia, ma anche qualche sana risata.

    Insomma, se questo film torna dagli Oscar a mani vuote, vado a minacciare personalmente l’Academy

    Mi piace

  2. Pingback: Gli ignoranti che seminano conoscenza |

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