Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.

Freak Show e la poetica della giustizia divina

3 commenti

La settimana scorsa scrissi questo post qui in modo da dire due parole, proprio stringate, sulla fine della quarta stagione di uno dei miei serial preferiti “American Horror Story” e vi lasciai con la promessa di un altro articolo su una fantomatica “Poetica della giustizia” presente all’interno del telefilm.
Ed ecco qui l’articolo, anche se la giustizia è diventata “Divina”

La giustizia, in AHM, è sempre stata dalla parte del più forte. Raramente i deboli ottengono giustizia attraverso il mare di sangue che si è dipanato all’interno delle quattro stagioni, se non, forse, alla fine di ogni serie.
E, come quelle che l’hanno preceduta, anche Freak Show mostra proprio alla fine il destino di tutti i personaggi, quello che si sono meritati.
In questo caso, però, questo destino rivelato mette sotto una nuova luce la loro vita e la giustizia, sia quella ingiusta che quella che si sono fatti da soli.

I mostri vengono visti come malvagi, cattivi e meschini per il semplice fatto di essere, appunto, mostruosi, mentre i normali esseri umani si credono nel giusto, in questo caso parliamo dei poliziotti, e dalla parte della giustizia per il semplice fatto di essere normali e, magari, anche affascinanti.
In questa maniera i mostri vengono perseguiti per gli assassinii compiuti dal malefico clown, mentre Dandy, che uccide indiscriminatamente, la fa franca.
Perchè lui è normale, ed è ricco.

Stancatisi di queste angherie, i mostri decidono di farsi coraggio e iniziano, puntata dopo puntata, a farsi giustizia da soli.
Uccidono chi uccide i loro simili, uccidono chi li mette in pericolo, uccidono perfino chi li ha colpiti ma è stato costretto a farlo.
Sembrano essere un’inarrestabile macchina di morte, tutti insieme, come un’idra mostruosa.

Ma tra loro e gli uomini, tra loro e il Clown Malefico, c’è molta differenza. Almeno dal punto di vista di una giustizia che non è di questo mondo.

Il Clown, nonostante fosse stato tratto male per tutta la sua vita, aveva iniziato a fare del male arbitrariamente, a colpire bambini innocenti e a uccidere in modo indiscriminato.
Così la giustizia dei Freak l’ha colpito, l’unica vera giustizia che sembra imperare in questa saga, con le vesti di Edward Mordrake, il leggendario Freak Bicefalo, che colpisce i Freak che si esibiscono la notte di Halloween per trascinarli nel suo infernale Freak Show.
Ed è questo il destino che attende il Clown, essere trascinato via dal demone bicefalo per tutto il male che ha fatto.

A differenza, invece, di Elsa Mars e tutto il suo adorabile, per modo di dire, caravanserraglio.
(E QUI CI SONO SPOILER SULL’ULTIMA PUNTATA)
Alla fine di tutto, Dandy acquista il Freak Show, Elsa Mars diventa una stella del cinema e tutto sembra andare bene, ma no, ovviamente non poteva finire così, Dandy si rivela per quello che è uccidendo tutti i Freak, o quasi (Non vi dirò nulla sulla sua morte!), per poi avere quello che si merita.
Così come Elsa Mars si esibisce ad Halloween, pronta ad abbracciare Mordrake e fuggire all’inferno con lui, per espiare i suoi peccati, sola e piena di senso di colpa per la morte di tutti i suoi freak.

Ma, a differenza del Clown, per loro non è così.
Elsa Mars finirà in una sottospecie di paradiso, insieme a tutti i suoi adorati “Figli”, e all’amica da lei uccisa, in un Freak Show perenne, dove tutti loro si sentono accettati e felici.

Perché? Perché loro non sono andati all’inferno? Perché Elsa Mars è stata rifiutata da Mordrake?
Perché non sono mai stati malvagi nel vero senso della parola, perché i loro sentimenti erano sinceri e perchè hanno sempre cercato di proteggersi l’un l’altro, pur con tutti gli errori, e orrori, che sono stati capaci di fare.
Hanno ucciso per difendere loro, la loro gente e la loro casa, ma si amavano l’un l’altro.
Amavano il Freak Show.
Ed è quello che faranno per sempre.

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3 thoughts on “Freak Show e la poetica della giustizia divina

  1. Ho visto il finale ieri sera.
    Quella di “Freak Show” è stata una stagione molto interessante.
    Meno horror, nel senso “paranormale”del termine, rispetto alle altre serie. Compensando però con più momenti profondi, di pura riflessione.
    Il finale? Inaspettato nel bene o nel male, mi aspettavo altro eh, però non mi è dispiaciuto 🙂

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    • Quello che mi è piaciuto, moltissimo, di questa serie è stata l’enorme galleria di particolari e variegati personaggi, quasi tutti con una storia dolorosa e/o profonda alle spalle.
      Il tutto mixato con le giuste dosi di sovrannaturale, e il collegamento alla seconda stagione è stato epico u.u
      Il finale mi ha lasciato spiazzato, perchè non me lo aspettavo, anzi, non avevo proprio idea di come potesse finire una storia che, come in effetti ha scritto Lucia (Momento Spam, qui: https://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2015/01/25/american-horror-story-freak-show/), non aveva una trama, ma era semplicemente il racconto della vita di un circo 😀

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  2. Pingback: AMERICAN HORROR STORY FREAK SHOW | Book and Negative

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