Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.

Gli ignoranti che seminano conoscenza

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L’Italia è uno di quei paesi in cui se fai qualcosa di male, qualcosa di assurdo in senso negativo, qualcosa di allucinante sempre dalla parte del lato oscuro o qualcosa di ridicolo per te stesso…non ti succede nulla.

Se sei un politico pieno di processi e scandali, vai avanti.
Se sei uno scrittore che si finge un’altra persone e si autorecensisce e autoconsiglia, vai avanti.
Se sei un cuoco che in tv umilia giovani che tentano di imparare mentre i tuoi ristoranti cucinano da schifo, vai avanti.
E, ovviamente, la stessa cosa vale per i giornalisti.

Da un mese a questa parte, dall’uscita de “Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate” (A parte il titolo da “brrr”, l’ho trovato migliore del secondo, ma comunque ne riparleremo presto. Proprio mercoledì, credo.), in cui, non farò nomi, mi sono trovato di fronte alla prima “pirla” di saggezza dell’anno (consideriamolo 2015, va.)

Citando esattamente “…allo Hobbit, il volume con cui l’autore inglese (Tolkien. N.d.p.d.c.*) aveva sfruttato il successo del Signore degli Anelli immaginandosi un prologo…”

Non continuo a citare perchè l’articolo è osceno anche nella forma, ma soffermiamoci su queste poche, illuminanti parole.
Nell’ordine, l’autore dell’articolo, non conosce:
1) Tolkien.
2) Il Signore degli Anelli, libro e film.
3) Lo Hobbit, libro e film.
In sostanza, non ha le basi per parlare di quello di cui parla, eppure ci scriver un articolo sopra per donare la sua conoscenza agli altri. O meglio, la sua ignoranza.

Passiamo ad un film ancora nei cinema, La Teoria del Tutto (Di cui ho parlato qui.), nella quale recensione di un famoso giornale italiano (di cui non facciamo nome, ma ricordate sempre che l’Italia è una Repubblica.):

Citando, sempre precisamente: “…la biografia di Stephen Hawking, lo scienziato conosciuto più che per le sue teorie sulla natura del tempo e i buchi neri, alla serie The Big Bang Theory e I Simpson.”

Potremmo stare ore a discutere su quanta ignoranza contenga questa frase, o fare i complimenti all’autore perchè conosce i due show (non è da tutti) e perchè non ha scritto “…più che per le sue teorie […] per il fatto che è su una sedia a rotelle motorizzata e per la sua voce metallica”.
Certo, come no.
In effetti chi è che conosce questo scienziato da quattro soldi?

L’ultima infornata, inferiore alle due precedenti, è avvenuta la mattina di una settimana fa, quando ho deciso di scrivere questo post, leggendo una recensione della nuova serie dedicata a Flash, il supereroe DC.
La recensione era intitolata “Flash Gordon”.

Quindi, in sostanza, di che stiamo parlando?

_________________________________________________________________________________________________
*Nota del padrone di casa.

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