Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.


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Momento, momento, momento…

Vi osservo, anche se sembro non esserci!
Mi dovrete perdonare, ma la seconda parte del post che scrissi la settimana scorsa sui Dieci film più odiati dall’umana umanità andrà in onda settimana prossima, intanto potete godervi il post di oggi di Davide Mana nel quale si pone, più o meno, buona parte delle domande che intendo pormi la settimana prossima, ma sul versante letterario.

Intanto Godetevi Gaber, io vado a combattere con il dentista!


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Cammenanno, Federico Salvatore

Federico salvatore tornerà spesso su queste pagine, come Caparezza, Elio e le Storie Tese o Davide Van Der Sfroos (Si, ancora non ci è mai arrivato, ma arriverà qui anche lui.)

Questa canzone la sto ascoltando da giorni interi, quasi in loop, alternando qualche altra sua canzone.
Non ci sono modi migliori per spiegarla che non ascoltarla.

Quindi ascoltatela.
Una volta.
Due.
Tre.
Fino a quando non vi entrerà dentro.

Sono il tuo Sogno Eretico, Caparezza

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Quando mi chiedono il mio genere musicale preferito dico di non averlo, perchè spesso e volentieri mi piacciono canzoni di quasi tutti i generi musicali (House,Tecno, Neomelodico…questi sono esclusi, personalmente non li considero generi musicali :D), ma ho un cantante preferito.
E questo cantante è Caparezza.

Potrei parlare ore di lui, delle sue canzoni, della sua poetica e del perchè sia il miglior cantautore italiano di, come minimo, gli ultimi 15 anni, ma non è questo che voglio fare.
Un paio di giorni fa mi è venuta in mente l’idea per un racconto, un racconto con al centro un Eretico.
E cosa c’è di meglio, allora, di farvi ascoltare “Sono il tuo Sogno Eretico”.
Una musica fantastica.
Un testo spettacolare, che contiene più storia di un intero libro.
Buon’ascolto!


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Via Convento (I frati d’ò jazz)

E oggi si parla di un cantate napoletano.
No, non pensate male, non tratteremo di musica neomelodica, ma di Federico Salvatore, uno dei più grandi musicisti napoletani viventi, nonchè un artista nella canzone popolare e demenziale.

La canzone in questione, Via Convento (I frati d’ò Jazz), è un misto tra canzone d’autore e demenziale, impostata su un gioco di parole, ossia una preghiera, o un mistero, fatta nel nome di alcuni Frati.
Ognuno di questi con un nome che a che fare con la radice “Fra”, come: Flamenco, Frankenstein, Frattura, Frangetta…demenziale, come ho detto, ma molto bella, tanto che la sto ascoltando in Loop da qualche giorno.
Tutti ridono, forse.

Seven Wonders, Fleetwood Mac

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Direttamente dalla fine degli anni ottanta, l’album a cui appartiene è del 1987, Tango in the night, questa stupenda canzone dei Fleetwood Mac entra, nel 2013, a far parte della colonna sonora di American Horror Story: Coven.

La storia di Coven è incentrate su una congrega di Streghe e, per diventare il capo di questa congrega, la Suprema, bisogna affrontare sette prove, chiamate “Le Sette Meraviglie”,  ossia la dimsotrazione di possedere tutti e sette i poteri delle streghe e, per  questo, essere la Suprema.

Oltretutto è magnifico anche il video della serie, Stevie Nicks (La Cantante dei Fleetwood Mac, apparsa in qualche cameo nel telefilm. Fa parte anche lei della congrega) che canta la canzone, con in sottofondo le ragazze che si stanno allenando.
Una splendida canzone per una splendida serie tv.

Luigi il Pugilista, di Elio e Le Storie Tese

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Elio e le Storie Tese li adoro, c’è poco da fare. Le loro canzoni assurde e surreali sono un must che non può mancare nel mio Mp3/ipod/che dir si voglia.

E questa canzone è semplicemente splendida, scoperta mentre ne ascoltavo un altra (Che vi farò sentire qui, prima o poi ehehe…), risponde alla domanda: Se quelli con gli occhiali non si picchiano, perchè non fanno i pugili?

Fantastica, accompagnata dal video creato da Sio, del canale Scottecs, anche il video semplicemente fantastico.
Guardate e ascoltate!

Life On Mars, di Elsa Mars

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Fermatevi, voi, lì, con i forconi e le torce.
Lo so che Life On Mars è di David Bowie (In che mondo viviamo, dover specificare certe cose…), ma l’interpretazione che ne ha fatto Jessica Lange in American Horror Story: Freak Show mi ha colpito.
Una voce fantastica, unita ad una spettacolare presenza scenica e ad una canzone mitica.

Nella settimana di chiusura della quarta stagione di quel fantastico show che è Americna Horror Story (Ne ho parlato venerdì scorso QUI e domani avrete un altro articolo a riguardo!) non potevo che lasciarvela sacoltare.

Godetevela.

La Serenissima, Rondò Veneziano

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Quando ti ritrovi di fronte alla stazione dei carabinieri, per fare una denuncia, e devi chiamare Poste Italiane per bloccare una carta, l’ultima cosa che ti viene in mente è la possibilità di sentire una canzone che ti rimanga in testa.
In effetti, è l’ultima cosa che chiunque si aspetterebbe possa accadere.
E invece è accaduto.

Tutto si può dire delle poste italiane, tranne che non hanno gusti musicali.
La seguente musica, La Serenissima, è stata scelta per adempire al compito di intrattenere nelle eterne attese telefoniche.
Beh, almeno ascolterete buona musica!

Shelter From The Storm, Bob Dylan

1 Commento

Vi è mai capitato di sentire una canzone, e poi di non poterne farne a meno? Di ascoltarla per giorni e giorni fino a non poterne più, ma poi continuare ad ascoltarla lo stesso?
Se vi è successo, allora comprenderete benissimo quella sensazione quasi di dipendenza che vi provoca quella specifica canzone in quel momento, per poi, dopo un poco, passare.
Pur restando poi nei vostri cuori, per sempre, ogni volta che la riascoltate.

E quindi ogni tanto farò post di questo genere, dove vi farò ascoltare canzoni che mi hanno provocato questa dipendenza, spiegandovi il perchè e il percome, o almeno provandoci.
E sperando che possiate sentire buona musica!

Shelter From The Storm, di Bob Dylan, l’ho ascoltata alla fine della visione di St. Vincent, l’ultimo film con protagonista Bill Murray, cantata dallo stesso Murray durante i titoli di coda.
Inutile dire che il film mi è parso semplicemente fantastico, e in alcuni specifici punti molto commovente, e forse anche questo ha inciso sulla mia dipendenza da questa canzone.

Sta di fatto che è fighissima!