Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.


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Pausa studio (1)

Per questa settimana la programmazione blogghistica verrà interrotta causa studio e università.
A giorni dovrei dare un esame, spero, e tra i corsi da seguire da un lato, l’editing e il giornale dall’altro, il mio tempo  agli sgoccioli.
Dovevo iniziare la correzione di un mio saggio da mettere su Amazon, ma non l’ho fatto ancora, e il poco tempo che ho lo uso per una droga estremamente potente: I manga e le serie tv settimanali, per svagarmi in quelle 4-5 ore di tempo libero che ho.

In pratica, un po’ di pausa, se succederà qualcosa o avrò del tempo extra saprete i primi a saperlo, su questi lidi.

Intanto, un po’ di musica!

 

 

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Cammenanno, Federico Salvatore

Federico salvatore tornerà spesso su queste pagine, come Caparezza, Elio e le Storie Tese o Davide Van Der Sfroos (Si, ancora non ci è mai arrivato, ma arriverà qui anche lui.)

Questa canzone la sto ascoltando da giorni interi, quasi in loop, alternando qualche altra sua canzone.
Non ci sono modi migliori per spiegarla che non ascoltarla.

Quindi ascoltatela.
Una volta.
Due.
Tre.
Fino a quando non vi entrerà dentro.


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William Bell è morto.

William Bell è morto, questa volta sul serio.
L’uomo che, insieme a Walter Bishop, ha reso possibile il viaggio dimensionale, l’uomo che ha creato dal nulla la più grande azienda del mondo, la Massive Dynamics, l’uomo che è stato in grado di sviluppare a pieno il potenziale degli uomini.
L’uomo che ha tradito l’umanità alleandosi con gli Osservatori.
Quell’uomo è morto.

Per tutti voi è morto Spock, per me è morto William Bell.
Non ho mai seguito Star Trek, ma credo che pochissimi al mondo fossero all’oscuro dell’Icona che era, che è e che sarà ancora di più da oggi Leonard Nimoy.
Una perdita per i fan di ogni tempo, la perdita di un pezzo vivente della fantascienza mondiale e la perdita di un attore impresso nella storia.


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Nino Frassica alle Invasioni Barbariche!

Quando sono arrivato a Parma in pianta stabile, per cominciare il corso di laurea specialistica, ero già in ritardo di un semestre.
Questo ha ridotto di molto il mio tempo libero da quando sono giunto nelle parmigiane lande, ossia il 15 di febbraio, fino agli ultimi giorni di Marzo, quando tornerò nella terra natia per le feste.
Il motivo è semplice: intanto dovrei dare qualche esame.

Cosa c’entra tutto questo con Nino Frassica e le invasioni Barbariche?
Semplice.
Ieri ho finito di studiare tardi e, una volta messo a letto, ho acceso la tv per vedere cosa faceva.
Dopo aver dato uno sguardo alla parte finale di Seven*, sono capitato su La7
Beccando la parte finale delle Invasioni Barbariche, per la precisione gli ultimi minuti dell’Intervista a Nino Frassica.
Che ho recuperato ieri sera in streaming.

Nino Frassica è uno dei miei comici Italiani preferiti, tendenzialmente guardo qualunque cosa al cui interno ci sia lui, come ospite, attore o conduttore, non fa differenza.
Se c’è Nino Frassica, devo vederlo.
La sua comicità mi ricorda molto quella di Totò, basata sui giochi di parole, sul discorso, sui lemmi assurdi e sui ragionamenti campati in aria.
Un tipo di comicità, per me irresistibile.

Ed è per questo che non solo vi lascio la sua intervista qui sotto, ma vi consiglio anche di comprare la sua autobiografia.
Cosa che io farò nei prossimi giorni!**


*Mitologico film con Kevin Spacey, Brad Pitt e Morgan Freeman! Se non lo avete mai visto…guardatelo!
**L’avevo già vista prima, un mesetto fa, ma non la presi. Me Tapino. (Cit.)

 


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Buk di Modena 2015: io c’ero

EDIT: Questo era il post che avevo perso, che l’altro ieri tra i post in bozza NON appariva. WordPress trollone. Vabè, ve lo beccate oggi! 😀

Lo stato in cui versa l’editoria nostrana è palese, tutti sapete cosa si pubblica, quanto si pubblica, per chi e soprattutto perchè, ma, nonostante questo, fiere di questo tipo hanno sempre fascino per me.
Sarà l’indefessa speranza di trovare qualcosa di buono in grado di portare consolazione come una nella pizza fumante (Ovviamente “Quasi come…”, ma vabbè.).

Anche perchè la piccola e media editoria, di solito, nasconde molte più perle di quanto possiate immaginare, a meno che non sia in mano a dei completi incapaci, una piccola, o media come ho detto, casa editrice può regalarvi (previo pagamento, ovviamente.) degli ottimi libri.
Con questa speranza sono andato al Buk e devo ammettere che non sono stato deluso.

C’ero già stato un paio d’anni fa, mi pare, in compagnia di un amico e, all’epoca, c’era anche lo stand di una mia editrice (Avevo pubblicato un racconto in un’antologia.), ma anche il Buk era più grande (O almeno i miei ricordi questo mi dicono), il che significa un restringimento del mercato, ma io non ho un’ottima memoria, quindi non faccio testo.

Dicevamo, ho trovato alcune case editrici molto interessanti di cui ignoravo l’esistenza, ma che mi hanno colpito per la loro produzione, ve ne voglio citare giusto un paio, che sono poi quelle delle quali ho acquistato qualcosa:

1) La “Sagoma Editore”, specializzati in narrativa, saggistica e qualsiasi altra cosa riguardi l’umorismo o la satira. Aveva dei saggi molto interessanti su Attori comici, comici di professione, programmi storici e un interessante manuale di scrittura (Che non ho preso per il semplice fatto che non sono un comico, un intrattenitore satirico o uno scrittore umoristico.)

2) La “Edizioni Quodlibet” non l’avevo mai sentita prima, o almeno così pensavo. Appena arrivato a Parma avevo notato un bel libro a casa di mia zia, comprato di fresco, ossia “Consigli Inutili” di Luigi Malerba, molto bello, ma non feci caso all’editore. Quando passai davanti allo stand della Quodlibet notai quello stesso libro. Un caso? Non credo, e quindi non potevo non fermarmi a dare un’occhiata. Un catalogo molto, molto interessante, dal quale io ho pescato “Morti Favolose degli Antichi”. Le morti strane, particolari, assurde o anche epiche sono un genere che mi intriga. Non è il primo libro di questo genere che compro!

Ce n’erano anche un altro paio interessanti*, ma purtroppo il mio giro è stato breve e non ho potuto vedere tutto bene come avrei voluto.
E speravo di trovare un paio di case editrici che seguivo solo online (Come la Meridiano Zero, ottima casa editrice).

Beh, il futuro dell’editoria (Attenzione, non della “Scrittura”, perchè ci sono un mucchio di scrittori indipendenti che hanno praticamente rigenerato la narrativa d’immaginazione qui in Italia :D) di qualità, il poco di qualità che rimane in italia, è nelle piccole e medie case editrici.
Dovrò farci un post, sulla case editrici valide che abbiamo qui in Italia.
Presto, intanto, buona lettura!


*I due vecchietti che vendevano il loro romanzo erotico erano semplicemente mitici xD

 

Sono il tuo Sogno Eretico, Caparezza

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Quando mi chiedono il mio genere musicale preferito dico di non averlo, perchè spesso e volentieri mi piacciono canzoni di quasi tutti i generi musicali (House,Tecno, Neomelodico…questi sono esclusi, personalmente non li considero generi musicali :D), ma ho un cantante preferito.
E questo cantante è Caparezza.

Potrei parlare ore di lui, delle sue canzoni, della sua poetica e del perchè sia il miglior cantautore italiano di, come minimo, gli ultimi 15 anni, ma non è questo che voglio fare.
Un paio di giorni fa mi è venuta in mente l’idea per un racconto, un racconto con al centro un Eretico.
E cosa c’è di meglio, allora, di farvi ascoltare “Sono il tuo Sogno Eretico”.
Una musica fantastica.
Un testo spettacolare, che contiene più storia di un intero libro.
Buon’ascolto!


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La Teoria della Stupidità

Ho parlato della stupidità già un po’ di tempo fa, con Idiocracy, ma ho deciso di riproporvi oggi l’argomento*, esponendovi la “Teoria della Stupidità”.
La Teoria della stupidità fu elaborata dallo scrittore Carlo M. Cipolla, che approfondì il tema della stupidità umana e formulò la famosa teoria.
Questa teoria vede gli stupidi come un gruppo unico, senza ordinamento, organizzazione, vertici o statuto, ma che riesce a operare con grandissima efficacia e coordinazione.
Il che lo renderebbe un gruppo più pericoloso di organizzazioni come la mafia o le lobby industriali.

E’ una cosa che, almeno a me, ha fatto pensare.
Come possono tantissime persone avere lo stesso tipo di comportamento, appunto, stupido?
Nel libro pubblicato da Cipolla, The Basic Laws of Human Stupidity, sono elencate le cinque leggi fondamentali della stupidità, che sarebbero:

  1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
  3. Una persona è stupida se causa danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per se o addirittura subendo un danno.
  4. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticando costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
  5. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Possiamo notare, dalla terza legge, che Cipolla usa due fattori per analizzare la stupidità:
Danni o vantaggi che l’individuo procura a se stesso e Danni o vantaggi che l’individuo procura ad altri.
Quindi, creando un grafico con questi due fattori , si ottengono 4 tipi di persone:
Intelligenti: Coloro che fanno vantaggio per se e per gli altri.
Sprovveduti: Coloro che danneggiano se stessi avvantaggiando gli altri.
Banditi: Coloro che danneggiano gli altri per avvantaggiare se stessi.
Stupidi: Coloro che danneggiano se stessi e gli altri.
Interessante anche perchè Cipolla riesce a ritrovare, in un enorme ed eterogeneo gruppo di persone, uno stesso comportamento, per quanto distruttivo e autodistruttivo.
Come se la stupidità fosse incisa nel DNA di alcuni soggetti, un tratto genetico come la caduta dei capelli, il naso adunco e il saper piegare la lingua.
Gli stupidi sono fra noi.
Attenzione.


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A cosa Diavolo Sto Lavorando (2)

Quando un vecchio progetto finisce e uno nuovo inizia ci si ritrova sempre in una specie di Limbo: felici di aver finalmente concluso uno scritto, ma allo stesso tempo ansiosi per dover mettere mano a qualcosa di nuovo, perchè di certo non si può restare con le mani in mano!

E allora, cosa sta succedendo in questo periodo?
Avrei già dovuto cominciare da tempo la riscrittura di un saggio, molto lungo e molto interessante, che però è stata posposta di qualche giorno, il Soggiorno Parmense e alcune cose che sono successe intanto, fulmini a ciel sereno, hanno preso il mio tempo e la mia attenzione in modo quasi totale, quel poco che è rimasta tenta di iniziare a studiare e aggiornare questo bazar!

Intanto ho finito il lavoro per la 40K, di cui parlai un po’ di tempo fa, combattendo contro la mia vita reale, ma il saggio, come ho detto, ha dovuto aspettare. In questi giorni lo riprenderò, anche perchè ho con me del materiale per ampliarlo.
In ogni caso la copertina, fatta fare apposta, è pronta, manca solo il lettering…ho un deja vu, voi no? xD

Ho terminato, intanto, un nuovo editing per Massimo Mazzoni (Potete dare un’occhiata qui  ai miei clienti e hai loro lavori, l’ultimo di Massimo è “Slittamento di terzo Grado”), e ho cominciato due nuovi editing per due autori diversi.
Ovviamente non dirò nulla perchè saprete tutto quando i lavori che sto editando usciranno fuori!

Intanto mi sono messo sotto con lo studio…
Ci credete, ve?
Credeteci anche voi con me, dai! 😀

A presto, spero con nuove nuove sul saggio in preparazione!30


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Soggiorno Parmense

Nei secoli scorsi era usanza, presso gli artisti, viaggiare per il mondo e studiare, per imparare tutte quelle cose che nella loro terra natia non potevano apprendere.
Poeti, scrittori, giornalisti, pittori e artisti di ogni genere hanno occupato, per anni, in special modo le grandi città italiane che, almeno nei secoli addietro, erano una meta culturale di prim’ordine.
Ora, forse per imitare questi grandi artisti, o perchè il corso di laurea in cui mi devo specializzare è sviluppato al meglio a Parma, ieri sono arrivato in queste lande innevato dopo qualche ora di viaggio.

Il Cambiamento è necessario, come ho già detto altre volte nella vita siamo sempre persone diverse e questo tipo di cambiamenti ci aiuta anche a cambiare noi stessi.
Anche se non è sempre facile, non sempre è difficile, non sempre è la cosa migliore o, a volte, è la cosa necessaria da fare nonostante tutto.

Non c’è nessuno, a parer mio, migliore del vecchio Frodo Beggins che è stato in grado di scrivere qualcosa di significativo su questo tipo di stato d’animo (Che in realtà a scriverlo sia stato J.R.R. Tolkien è ovvio…)

Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita… come fai ad andare avanti… quando nel tuo cuore cominci a capire… che non si torna indietro… ci sono cose che il tempo non può accomodare… ferite talmente profonde… che lasciano un segno.

Ma ce la si può fare non essendo soli, non avendo paura di condividere il proprio futuro con qualcuno.
Oppure non dimenticandosi di chi si è stati prima, non dimenticare quello che si è lasciato e soprattutto chi si è lasciato indietro, perchè lasciare qualcosa indietro non vuol dire abbandonarlo e nessuno ci impedisce di tornare indietro, ogni tanto.

Le mie digressioni pseudo letterarie potrebbero continuare a lungo se non avessi da fare, dei corsi da seguire e altre cose che impediscono alla mia vita di continuare come dico io, ma ci si adatta.
A mercoledì, con nuove succulente novità su cosa diavolo sto lavorando!