Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.


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I Dieci Film più odiati degli ultimi 150 anni – Secondo Round: I Perchè

Prima di passare alle accuse che molti fanno ai dieci film in questione (Quelli elencati in questo post) credo sia necessario fare il punto della situazione che viviamo oggi attraverso internet, ossia come il web ha modificato il nostro rapporto con gli altri.*

Proprio un paio di giorni fa esce questo post su Strategie Evolutive, leggetelo e poi tornate qui.
Letto?
Oltre all’analisi del danno che ha fatto il web al mondo della scrittura, e al sacrosanto diritto di uno scrittore di fare lo scrittore, nei commenti c’è il nuovo comandamento della generazione digitale:

[…] Tutti possono dire tutto e tu non ci puoi fare niente.

 Un’affermazione che, sotto il post in questione, riassume la situazione di internet in questo preciso momento storico: tutti si sentono in dovere di dire stupidaggini per il solo motivo che lo possono fare.

In ambito cinematografico è la stessa identica cosa, tutti si sentono in diritto di esprimere la propria opinione senza fermarsi un secondo a pensare se la cosa sia utile oppure no.
E posso anche farvi un esempio positivo: il mio!

Il Racconto dei Racconti_Locandina

Il Racconto dei Racconti è un film che NON mi è piaciuto, mi ha annoiato molto, tuttavia posso dire che:

  1. Gli attori sono stati grandiosi.
  2. Gli effetti speciali erano meravigliosi, così come i costumi e le scenografie.
  3. La “Sceneggiatura” era perfetta, ripresa in modo quasi totalmente fedele alle favole di Basile.

Se avessi scritto una recensione per dire al mondo che il film non mi era piaciuto avrei potuto scegliere due strade:

  1. Parlarne male perchè se non era piaciuto a me significa che faceva schifo a prescindere (Quello che molti fanno oggi.)
  2. Avrei parlato bene del film, in modo esclusivamente tecnico perchè non mi aveva emozionato, dire perchè non mi aveva emozionato* e finirla lì.

Nel primo caso sarei stato un disonesto, nel secondo caso avrei espanso inutilmente un’opinione strettamente personale che si poteva riassumere, come ho fatto, in “Non mi è piaciuto”, la differenza sta nella capacità di giudizio.
Mi rendo perfettamente conto che la noia provata nel vedere “Il Racconto dei Racconti” è una cosa prettamente personale, che il film in se era un gran film e che, chi lo sa, in futuro una seconda visione me lo avrebbe potuto far apprezzare.

Non mi è mai passato per la testa di spacciare in giro la mia esperienza con il film come verità universale, come molti, invece, sembrano voler fare.
Ma perchè vogliono farlo?
Il web 2.0 ha avvicinato sempre di più il concetto di comunità virtuale a quello di comunità tribale: entrambe si basano sull’oralità ed entrambe sono società costruite intorno a nuclei comuni per tutti.***

Ma le società tribali hanno la pecca di costringere le persone a comportamenti comuni ed uniformati, come appunto succede nei casi da me citati.
I famosi dieci film più odiati degli ultimi 150 anni  non sono piaciuti a molte persone, e questo è legittimo.
Queste persone, ed è qui che inizia la follia, si sentono in dovere di affermare la propria verità perchè se venisse fuori che la loro verità non è quella “Assoluta” perderebbero senso di appartenenza.
Loro devono avere ragione perchè avere ragione è l’unica cosa che li fa sentire parte di una comunità.

E ci sarebbe da riflettere sul fatto che esistono persone che si sentono unite solamente dall’odio verso qualcosa.
Piccole tribù spaventate che hanno paura anche di confrontarsi col mondo esterno.


*Il post sarebbe dovuto uscire la settimana scorsa, ma degli impedimenti hanno, appunto, impedito l’uscita del post!
**Non starò qui a spiegare perchè, altrimenti avrei scritto una recensione!
***Un discorso abbastanza lungo, in breve: La nostra scrittura su internet deriva direttamente dalla nostra oralità; su facebook, o su qualsiasi altro social, la nostra cerchia di amici ha i nostri stessi interessi.

 


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Avengers: Age of Ultron

La Locandina del secondo film sui Vendicatori del Marvel Cinematic Universe!

La Locandina del secondo film sui Vendicatori del Marvel Cinematic Universe!

Prima di parlare di questo film c’è bisogno di una precisazione: sulla mia spalla c’è una scimmia enorme fin dalla fine del primo The Avengers, quando il volto di Thanos si è girato ghignando verso il pubblico, che è diventata delle dimensioni di King Kong quando ho letto il titolo degli ultimi due film dedicati ai Vendicatori, in uscita per il 2018 e il 2019: “Infinity War”.
Libidine Pura.
Lo attendo con l’ansia di un bambino che attende il Natale, ma sa che mancano ancora 3 maledettissimi anni a quel Natale.
Il che ha reso ancora più epica e magnifica la scena dopo i titoli di coda, ma di questo ve ne parlerò alla fine.
Fatta questa precisazione, ovviamente la scimmia c’era anche per questo “Avengers: Age of Ultron” fin dalla visione del primo trailer.
Come si fa a non andare in brodo di giuggiole alla promessa di un nemico come Ultron?
La Visione, Scarlet e Quicksilver su grande schermo? Come sopra, ma alla promessa di tre dei più grandi membri dei vendicatori finalmente su grande schermo?.
Lo scontro Hulk vs Hulkbuster sarebbe bastato per spingermi ad andare al cinema, una delle cose che da anni i fan aspettavano di vendere.
Ha mantenuto queste promesse? Ci sono state cose che non mi sono piaciute? Ci sono state cose epiche? Ora ne parliamo! (Senza spoiler, che ci saranno solo nella scena post Credit!)

Libidine Pura, come dicevo. Aumentata alla visione del film "I Guardiani della Galassia"

Libidine Pura, come dicevo. Aumentata alla visione del film “I Guardiani della Galassia”

Il film mi è piaciuto? Moltissimo, l’attesa è valsa la pena.
Non è possibile un confronto con il primo perchè il primo aveva quell’aura di “OH. MIO. DIO. I VENDICATORI!”, un’aura di novità che questo film non può avere, ma ci sono state molto altre cose epiche, come ho elencato prima.
Tutte le promesse sono state mantenute.

I Vendicatori vengono ritratti come un gruppo molto più affiatato di prima, nonostante i problemi e i segreti che hanno tra loro riescono a lasciarseli alle spalle, proprio perchè ormai sono amici più che colleghi. Anzi, Hulk e la Vedova nera sembrano proprio qualcosa di più, e una delle poche cose che non mi sono piaciute non sono state tanto la pseudo storia d’amore tra i due, ma come hanno ridotto i personaggi vittima di quel sentimento. Potevano gestirlo meglio, ma non è neanche un gran problema. Si fanno perdonare con la scena del bacio.
Splendida.

Ultron si è presentato come una vera e propria calamità per i Vendicatori, non solo per il controllo dell’esercito di “Iron Man”, ma anche per la sua lucida follia.
Loki voleva conquistare il mondo, lui vuole estinguere l’intera razza umana come ai bei vecchi tempi dei dinosauri: Con un meteorite.
Non c’è paragone tra i due, oltre al fatto che Loki, alla fine, era un “Burattino”, se vogliamo usare un vocabolario caro ad Ultron.

La gestione dei personaggi è splendida, nonostante siano aumentati notevolmente. 
Oltre un doveroso sguardo su Occhio di Falco, che nel primo film è passato un po’ in secondo piano perchè ha passato la prima parte del film a tentare di far fuori il resto dei vendicatori, l’introduzione di ben tre nuovi supereroi, pi l’apparizione di tutti i supereroi “Secondari” apparsi nei vari film, non appesantisce minimamente la narrazione.
Vengono gestiti tutti magnificamente.
I Gemelli potenziati dal Barone Struker  grazie allo scettro di Loki, Pietro e Wanda Maximoff, hanno motivazioni valide per fare quello che fanno, e non sono “Cattivi da strapazzo”, ma diventano quello che sono nei fumetti: Scarlet e Quicksilver, due dei più importanti, potenti e utili membri dei Vendicatori.
Splendido anche il Cameo di Stan Lee, uno dei miglior fin ora!

Il Combattimento tra Iron Man che indossa l’armatura Hulkbuster e l’Hulk furioso per l’inganno mentale di Scarlett è qualcosa di magnifico, qualcosa che tutti quelli che abbiano mai letto uno scontro di quel genere hanno sempre desiderato vedere.
Non spendo parole su questo perchè non ce ne sono, è un desiderio che finalmente è diventato realtà. Dovete vederlo!

Nell'angolo verde...Hulk! Nell'angolo rosso...Veronica!

Nell’angolo verde…Hulk! Nell’angolo rosso…Veronica!

La Visione è una delle new entry più interessanti sia per questo film che per i film futuri.
Nei fumetti Visione è un androide assemblato da Ultron per, perdonate il gioco di parole, vendicarsi dei Vendicatori. Qui, invece, costruisce il suo corpo come proprie evoluzione per poi ritrovarselo come nemico una volta giunto all’attuazione del suo piano finale.
Con tanto di ammiccata a Scarlet.
Ma perchè non ne ho parlato prima, quando ho accennato alla gestione dei personaggi?

Leggete le prossime righe, in cui c’è una piccola ipotesi sul futuro della “Visione” all’interno dell’Universo Marvel Cinematografico!

Tuttavia in questo film si iniziano a gettare le basi per “Infinity War”, prima con Thor, sul quale il trucco mentale di Scarlet non incasina la mente, ma gli permette di avere una visione del futuro e di comprendere una cosa: 4 delle gemme dell’infinito si sono palesate negli ultimi anni, c’è qualcosa che non va.
Un pericolo che quindi lo spinge a dare una mano nella creazione della Visione (Come lo vedrete nel film.) perchè in possesso della gemma della mente.
Cosa c’entra la Visione con la gemma della mente? Niente, ma l’ipotesi è che nell’universo cinematografico “La Visione” sia stata fusa con un altro androide dell’Universo Marvel, anche questo nato sulla terra, ma nemico giurato, e amico fidato, di Thanos di Titano: Adam Warlock.
Adam Warlock araldo della vita, vita che La Visione, come dice più volte, è disposto a proteggere.
Adam Warlock in possesso della gemma della mente, incastonata sulla sua fronte, così come è incastonata sulla fronte della Visione.
Adam Warlock nato da un bozzolo impenetrabile, così come è nata La Visione.
Ipotesi abbastanza fondata, credo, sulla quale torneremo nei prossimi giorni.

Il tono è diventato più cupo rispetto al primo film, una cambiamento doveroso dato il calibro del nemico, un tono cupo che però non scimmiottala DC, il cui “cupo” a volte sfocia nel ridicolo (Qualcuno ha detto Man of Steel?), ma che la scia spazio a numerosi momenti comici davvero spettacolari, come:
Il cameo di Stan Lee.
La prova del Martello, specialmente quando tocca alla Visione.
Il povero War Machine.
Un paio di volte lo stesso Ultron (Può non piacere che l’abbiano umanizzato, ma non è l’Ultron dei fumetti! Questo Ultron ha preso tutto dal papà Tony Stark, quindi è ovvio che sia sarcastico.)
La battute di Tony.
E questi solo per farvi degli esempi!

In conclusione questo film è stato uno spettacolo, bellissimo sotto quasi ogni punto di vista, con qualche ovvio neo, ma niente di particolarmente grave.
Pieno di momenti epici, ma davvero pieno, altrettanto pieno di momenti divertenti nonostante la cupezza.
Un’impresa creare una cosa del genere dopo il Primo “The Avengers”, ma Joss Whedon è un genio, e questa ne è un’ulteriore prova.
Usando poche parole: Una figata, guardatelo!

ENORMI SPOILER SULLA SCENA POST CREDIT E SULLE GEMME DELL’INFINITO!!

Le gemme dell’Infinito fin ora apparse, e quelle ancora mancanti! (Sono nell’ordine giusto? Indovinatelo 😉 )

E ora arriviamo alla scena post credit!
La scena, come ho scritto su facebook, forse più “Telefonata” di tutti i film Marvel.
La più OVVIA.
In special modo dopo che nel film si parla tanto delle Gemme dell’Infinito, ma ci siamo, siamo arrivati alla scena Post Credit più FIGA, EPICA e piena di HYPE di tutti i tempi:

Guanto dell’Infinto.
Parole che risuonano nell’oscurità “Vorrà dire che dovrò farlo da solo.”
Thanos che prende ed indossa il Guanto!
Sipario.

 La Guerra dell’Infinito ci attende.


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La Teoria del Tutto e la messa in scena dell’Amore

La teoria del tuttoUno dei generi cinematografici che adoro,a volte addirittura a prescindere dall’argomento, è il Biopic, che nel gergo cinematografico sta ad indicare la biografia di un personaggio realmente esistito. Volendo allargare il termine, ci spostiamo anche verso la narrazione di una storia riguardante non solo personaggi, ma anche programmi tv, libri, eventi.

La narrazione della vita di un personaggio realmente esistito può, forse ancora più di una storia inventata di sana pianta, riuscire a trasmettere emozioni e sentimenti in maniera ancora più potente, in quanto siamo coscienti che, seppur romanzata, la storia è ambientata nella realtà.
Un racconto che è accaduto a quella persona, ma che sarebbe potuto accadere anche a noi.

La potenza dei film autobiografici, quindi, sta nella trasmissione dei sentimenti, forse ancora più che nelle vite fantastiche che di solito raccontano.
Un esempio perfetto è “La Teoria del Tutto”*, splendida autobiografia sulla vita di Stephen Hawking, dai primi giorni dell’Università fino alla nomina di Cavaliere dell’Ordine Britannico da parte della Regina d’Inghilterra.

La bellezza di questo film sta non tanto nella perfetta messa in scena della malattia di Hawking, o nella corretta costruzione della storia o, ancora, nell’abilità degli attori, quando nella perfetta messa in scena delle storie d’amore presenti nel film.

Prima di tutto l’amore di Hawking per la scienza e per il suo essere scienziato. L’amore per la sua missione di comprensione del funzionamento dell’universo, senza blocchi mentali, senza pregiudizi verso nulla, una mente analitica pura e semplice.
Particolarmente significativo lo scambio di battute dove spiega, già scienziato affermato, che il suo lavoro attuale era confutare la tesi con il quale si era dottorato!
Una mentalità, a dirla tutta, che sarebbe utile in ogni ambito, ma purtroppo latita come non mai.

L’altra storia d’amore, quella vera, è quella tra Hawking e sua moglie, Jane Hawking.
Ci viene mostrato l’amore tra i due ragazzi, così forte da parte di Hawking da voler abbandonare Jane per non imprigionarla nella sua malattia, ma così forte in Jane da fregarsene altamente di quello che vuole fare Stephen e sposarlo, vivere con lui e creare una famiglia.
Un amore unico, che, tuttavia, il tempo e il peggiorare della malattia di Stephen logorano, giorno dopo giorno.

E questo ci porta al finale, l’unione tra l’amore tra due persone e il ragionare in maniera lucida, senza pregiudizi o odio insensato.
Ci porta alla consegna del Cavalierato, a cui Stephen viene accompagnato dalla moglie, pur non amandola e vivendoci più e avendo la quasi certezza che sia stata lei la prima, tra i due, a smettere di amare l’altro.

Nonostante questo chiede alla moglie di accompagnarlo, perchè sa, a prescindere da quello che è successo, che si sono amati e che lei l’ha sostenuto durante gli anni più difficili e grandiosi della sua vita.
Un passato che non merita di essere dimenticato, né coperto da odio insensato.

In sostanza, guardatelo, che è una figata!

 

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* Pur non essendo il mio Biopic Preferito, quella palma va a “An Adventure in Space and Time” che narra la nascita di Doctor Who. Come avrei potuto non amarlo? Non avrei potuto.