Domenico Attianese, il losco figuro che gestisce questo blog, è un autore indipendente, un editor, un giornalista e uno studente. Qui parlerà di Scrittura e cultura di genere, giornalismo ed editoria, antichi rituali per evocare demoni e curiosità assortite da fiera itinerante. Non siate così seri.


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Momento, momento, momento…

Vi osservo, anche se sembro non esserci!
Mi dovrete perdonare, ma la seconda parte del post che scrissi la settimana scorsa sui Dieci film più odiati dall’umana umanità andrà in onda settimana prossima, intanto potete godervi il post di oggi di Davide Mana nel quale si pone, più o meno, buona parte delle domande che intendo pormi la settimana prossima, ma sul versante letterario.

Intanto Godetevi Gaber, io vado a combattere con il dentista!

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Hellraiser Revelation

E rieccoci ad un’altro recupero, sempre una recensione, ma questa volta è la mia prima recensione in assoluto, e una delle uniche due recensione negative che io abbia mai fatto*, proprio perchè rimasi estremamente deluso da questo film, sia in quanto una rovina del nome di Hellraiser, ma anche in quanto film decisamente insulso sotto ogni punto di vista.
Cominciamo a parlarne male, va.

Lammerda

All’epoca dell’altro Blog questo magnifico banner non esisteva neppure :’)

Clive Barker.
Vi dice niente questo nome?.
Uno dei maggiori narratori horror dell’ultimo trentennio, autore di “Hellbound Heart”, il romanzo da cui è tratta la serie di film “Hellraiser” che ha, come tutto voi sapete, come protagonisti quei simpatici demoni extradimensionali che prendono il nome di Cenobiti.
Il primo film, intitolato proprio Hellraiser, uscì nel lontnao 1987 e, a fronte di un budget molto limitato, la qualità degli effetti speciali era molto elevata, cosa che, unita alla genialità di Barker, permise al film di diventare un cult e avere numerosi seguiti, nonostante il primo sia stato il migliore della serie.

Per anni si è parlato di Remake del primo capitolo (cosa che hanno anche fatto con le altre tre “grandi saghe” del settore: Nightmare, Venerdì 13 e Halloween), me per anni non se ne è fatto nulla, evitando di gettare fango su una storica saga.
Il progetto di questo ottavo capitolo di Hellraiser, intitolato Revelation, è stato messo in piedi solo per un motivo: se la Dimension Film non avesse prodotto un altro Hellraiser avrebbe rischiato di perdere tutti i diritti sui personaggi di Barker.
In pratica il film non è nato neanche come un progetto creato per ricavare altro denaro dalla serie, cosa che, seppur molto deprimente, sarebbe comprensibile, ma solo come ancora di salvataggio.
E si sente, o meglio, si vede.

Prima di tutto Doug Bradley, l’unico interprete di Pinhead Fin dal 1987, e unico motivo per cui, almeno parlo per il sottoscritto, valeva vedere gli altri film della serie, non ha preso parte al film.
L’attore ha negato una sua partecipazione per varie motivazioni, tre cui la scarsa qualità della sceneggiatura, i tempi ristretti di lavorazione (poche settimane) e il limitatissimo Budget (che ammontava a circa 300.000$).
Al suo posto è stato chiamato Stephan Smith Collins che era al suo primo lungometraggio.
Ora, parlando chiaramente, Pinhead ERA Bradley è Bradley ERA(purtroppo devo parlare al passato) Pinhead, quindi, se l’attore deve essere sostituito (Cosa giusta, i franchising devono pur continuare…) che almeno sia fatto in un BEL film, all’interno del quale non si sente, o si sente poco, la mancanza di un personaggio storico.
In Secondo luogo, ancora di più a sottolineare il fatto che sia stato un progetto fatto solo perchè erano con l’acqua alla gola, la pubblicità per questo film è stata inesistente.
Un esempio è il fatto che quando lo vidi io mi ripromisi di vederlo subito, ma mi persi la sua uscita per oltre un anno!

Lui è l’unico e solo!

Insomma, parliamo dell’ottavo film di una serie già in declino da tempo in termini di qualità (grandissima serie, certo, ma i sequel costano molto caro), girato con pochissimi soldi e pochissimo tempo, senza l’interprete principale e senza buone idee.
Va da sé che non poteva andare molto lontano.
Come per aggiungere la beffa al danno, anche il creatore della serie, Clive Barker, non solo non ha preso parte al film, ma dopo molto tempo, ha anche scritto su twitter un messaggio, in cui disconosceva completamente il film.
Come minimo, dico io.

Insomma, il film fu una delusione.
L’unica curiosità che mi rimane, oggi come allora, è come fa il barbone, un personaggio apparso alla fine del film, a non morire per il colpo di fucile. Chi è quel barbone? Perchè fa quello che fa?
Chissà se lo saprò, prima o poi.


*L’altra è una recensione di The Amazing Spiderman, ma torneremo anche su quello.